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MEMORIE

Com’era com’è: via dell’Arco

23/06/2014 22:49

Questo di Via dell’Arco è stato l’articolo con il quale abbiamo battezzato la sezione del sito dedicata al “Com’era com’è”: era il 4 agosto del 2008 e FurciSiculo.net aveva appena un mese di vita. Anche per questo credo sia superfluo dire che ci sono particolarmente affezionato. A distanza di quasi tre anni l’ho roproposto con l’aggiunta di nuove foto, anche se l’arco e alcune veccie case a ridosso, accanto ai moderni edifici in cemento, sono gli elementi che conservano immutato e ci ricordano il fascino di questo antico borgo di Furci. Oggi, nel 2014, ancora l’articolo viene letto e notato da qualcuno che, con grande sorpresa e nostalgia, riscopre le sue radici furcesi e lascia un commento per testimoniarlo. Nda.

COM’ERA COM’E’ VIA DELL’ARCO
Si tratta di uno degli scorci più caratteristici del paese, una piccola stradina che dalla via IV Novembre porta, attraverso un arco ed una piccola galleria che passa sotto un caseggiato, fino al Largo Zizzolo, e quindi sul Lungomare e la spiaggia. Siamo in pieno centro storico a Furci Siculo e, nonostante ben poco sia rimasto degli antichi edifici in pietra e mattoni e dei giardini odorosi che la costeggiavano, la stradina racchiude ancora in sé quel fascino tipico di queste vanedde che, libere dalle congestioni a dagli schiamazzi del traffico moderno, che lo lambisce solamente, conservano ancora quell’aria tranquilla e pacifica che si doveva respirare un tempo.

L’arco ed il sottopassaggio sono stati di recente restaurati insieme all’edificio che si affaccia sulla via IV Novembre, ma superato questo settore rimodernato si accede ad una strettoia costituita da vecchi edifici, ormai abbandonati e fatiscenti, che danno, per quel breve tratto, l’impressione di essere tornati indietro nel tempo. Una fugace sensazione prima di incontrare i nuovi complessi di case che, nonostante l’aspetto estetico un po’ stonato con il resto del paesaggio, sono comunque immerse nella tranquillità e nel riserbo. Fino ad una ventina di anni fa ricordo che alle spalle del bastione che delimita Largo Zizzolo ( ’u bastioni, un tempo molto più alto e poi ribassato dopo la costruzione del Lungomare ), estremo baluardo dell’uomo contro la furia del mare, al posto delle case c’era un ricovero per le barche e numerose _ casedde_ utilizzate dagli allora numerosi pescatori come deposito per le reti e gli attrezzi del mestiere.

Nonostante i cambiamenti, la via dell’Arco, rimane ancora oggi uno degli angoli più belli di Furci e ogni anno, intorno alla prima decade di agosto, il suo fascino suggestivo viene esaltato dalla cosiddetta Festa dell’Alberone, l’araucaria più alta d’Italia piantata nel 1900 dal farmacista Gaetano Trimarchi, nei suoi possedimenti sul lato destro della strada, in occasione della nascita del suo primogenito.
L’Alberone, talmente alto da risultare visibile da qualsiasi posizione si osservi il paese, oltre ad essere un punto di riferimento visivo è ormai diventato uno dei simboli di Furci Siculo.

Articolo del 4 agosto 2008

PHOTOGALLERY


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Versione 2011

Giuseppe Allegra

Com'era Com'è, slide-apertura

Commenta

  1. le immagini, le emozioni, i volti, le parole, i ricordi scorrono davanti come un film … il più bello della mia infanzia

    Carmela · 27/04/2011 20:08 · #

  2. Sono capitato sulla descrizione per caso, con una forte emozione leggendo l’articolo. Il farmacista, che non ho conosciuto era mio nonno.
    Grazie veramente.

    gaetano · 23/06/2014 17:51 · #

  3. Ciao Gaetano, noi non ci conosciamo io sono pronipote ti tuo zio Francesco… Se non erro tu sei figlio di Carlo Trimarchi…

    Danilo · 28/06/2014 16:05 · #

 

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