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MEMORIE

Com’era com’è: la stazione ferroviaria

29/09/2014 08:03

Era il 1948 quando nella nuova stazione ferroviaria si fermò la prima locomotiva. Da allora migliaia di viaggiatori, di pendolari e studenti hanno salito le scalette dei vagoni che sostavano alla nuova fermata di Furci Siculo. Quanti di noi sono legati, per questi motivi, a quella piccola banchina che costeggia quel binario solitario le cui rotaie si restringevano in lontananza dando l’impressione di ricongiungersi, a quella saletta d’aspetto dove attendevamo assonnati noi studentelli e alla biglietteria con il nostro Capo Stazione che, ogni volta che un treno sostava, usciva con il suo berretto rosso e l’immancabile paletta per segnalare il via libera accompagandolo con un fischio.
Non avendo più la necessità di viaggiare, finita da un pezzo la mia improbabile carriera da studente a Messina, era da tempo che non visitavo la nostra stazione ferroviaria. L’ho fatto recentemente per scattare qualche foto ed è stata inevitabile la nostalgia che ho provato nel ricordare la mia età scolare. Non che mi manchi sia chiaro.
E’ certo, la stazione ferroviaria da allora è cambiata, qualche pensilina, diverse insegne e moderni cartelli gentilmente offerti dalle Ferrovie dello Stato, ma quel binario è ancora tristemente solo. Che rabbia leggere sui giornali che altrove, da nordest a nordovert, le tratte ad alta velocità proliferano e ne vengono inaugurate sempre di nuove, vanto dei governanti di turno.
A noi nemmeno la biglietetria hanno lasciato e solo qualche treno “locale” si degna di sostare davanti all’ex stazione di Furci Siculo. Anche facendo il confronto tra il vecchio e il nuovo scenario fotografico, oltre all’edificio che ospitava la stazione e il paesaggio circostante sgombro di case anche nella zona retrostante dove sarebbe sorto il plesso scolastico (1963), è stato inevitabile non fare caso a quella locomotiva a vapore ferma davanti alla stazione e quel treno sbuffante in arrivo con tanto di fumo nero prodotto dalle caldaie. All’epoca non ero ancora nato ma, chissà perché, ero convinto a prescindere che la tecnologia negli anni cinquanta fosse un tantino più avanzata.
Non ho dati sufficienti per farlo, ma, ho la vaga sensazione che, allora come oggi, la nostra fosse una zona dimenticata e chiusa in un isolamento retrogrado e magari, altrove, nel nord italia, i treni erano già elettrici e più comodi delle carrozze a scompartimento aperto con sedili in legno, chiamate da noi studenti degli anni otanta da “far west”, che andarono in pensione qualche decennio fa, terminando proprio sulle nostre tratte la loro scricchiolante esistenza.
Oggi l’unica cosa che avvicina la nostra linea ferroviaria a quella di New York sono alcuni colorati murales dei nostri “artisti metropolitani”…

Articolo del 11 dicembre 2009

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Giuseppe Allegra

Com'era Com'è, slide-apertura

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  1. Era nuova ma non la prima. Questa era la casetta ad un piano che si vede in fondo sulla fato principale e che in una delle successive mi sembra sia stata rialzata. Quella non aveva ne la pensilina ne la sala di attesa. Anche allora come poi fermavano pochissimi treni. Un solo capo stazione, lo ricordo ancora quell’uomo di bassa statura con il suo berretto rosso, i lunghi baffi bianchi con una “scia” marrone in corrispondenza delle narici segno evidente di un grosso fumatore. La sua famiglia abitava alla fine della scalinata di via Furcesi D’America proprio sulla ferrovia, casa che ancora sulle foto a corollario si vede benissimo. Ti toccherà fotografarla bene. Cordialmente Mariano

    Mariano Spadaro · 25/09/2010 17:06 · #

  2. Ecco bravo, con le ultime foto hai completato il quadro. Quella era la prima stazione ferroviaria di Furci Siculo.
    Cordialmente Mariano

    Mariano Spadaro · 29/09/2014 20:07 · #

 

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