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MEMORIE

Estate anni ’50: bellezze al bagno

05/08/2015 11:08

Sfogliando il libro “Anni 40-50 Furci Siculo 50 anni di Ricordi” di Mariano Spadaro, la signora Anna Pellizzeri ha potuto riconoscersi in varie foto riportate nel libro. E di una in particolare – la troverete a pagina 38 del volumetto – ha voluto provare una ricostruzione fornendoci alcuni nomi che risultavano mancanti nella didascalia allegata. Sarà sicuramente una gradita sorpresa per l’autore leggerli e conservarli per una eventuale futura ristampa. Glie lo auguriamo.
La foto (una delle 300 che troverete nel libro) intitolata ”Anni 50 – Bellezze furcesi al bagno” si trova nel capitolo Dalle Bellezze alle Feste e ritrae i seguenti personaggi:

In primo piano da sinistra: La piccola Anna Pellizzeri, Rita Cicala, Flavia Maccarrone, Elena La Valle, Graziella Saga; il nome della donna seduta è in corso di verifica, ma lo sapremo presto.
Sullo sfondo: Pietro Caminiti, Vito Pellizzeri con il figlio e il professore Foti

Articolo dell’ 1 dicembre 2010

Giuseppe Allegra

Amarcord, slide-apertura

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  1. Si è sicuramente una gradita sorpresa, ringraziando per la collaborazione la signora Anna Pellizzeri (a dire il vero è intervenuta anche su altre foto) e a te direttore per gli auguri, debbo fare una “piccola” correzione.
    L’ultima signorina in piedi è Maria Garufi e non Graziella Saga. La conoscevo benissimo abitava vicino casa mia, per la precisione di fronte alla casa paterna del Sindaco Garufi.
    Maria con la madre,la sorella e il fratello Salvatore nel 1957/58 è emigrata in Australia. Cordialmente Mariano

    Mariano Spadaro · 04/12/2010 12:33 · #

  2. adesso che ho divorato il tuo libro fatto di ricordi vorrei riproporti cosa scrissi parecchio tempo fa quando non credevi di poterlo fare:caro Mariano, volevo scriverti da parecchio tempo, ma forse solo oggi ho trovato le parole giuste per farlo. Parole, bada bene istintive, che mi sgorgano dal cuore; leggevo spesso di te sul sito www.furcisiculo.net anzi mi correggo, attraverso i tuoi racconti nostalgici della tua infanzia vissuta a Furci Siculo, rivedevo non solo te ma parecchie persone che popolano quello che, da parecchi anni è diventato il mio paese. Qui , a mio avviso, la gente non fa altro che detestarsi a vicenda e rimpiangere di vivere in quello che io reputo un piccolo angolo di paradiso , (perchè la gente è blablablà blababaà, perchè quello fa questo, quello dice quell’altro). Quindi vedere un uomo come te che invece lo rimpiange mi ha fatto riflettere: un uomo che vede il bicchiere mezzo pieno a quanto pare….. Comunque , attraverso i tuoi racconti, sembra quasi che questa cappa asfissiante che copre Furci non esistesse ai tuoi tempi. Solo buoni propositi e buoni sentiment i albergavano nei vostri cuori di ragazzi…. beata giovinezza! Prima di dirti il motivo per cui ti scrivo vorrei fare una premessa ,anzi due: la prima è che ricordo con piacere quest’estate quando, per una frazione di attimo, mi sento chiamare (mentre passeggiavo sul lungomare…..) una voce gentile mi chiede se sono Berta filava e io rispondo di si, trovandomi davanti un uomo distinto dall’aspetto piacevole. Solo il tempo di un ciao e poi ognuno alle proprie vite. La seconda premessa è che io ho il dono di essere un tantino diversa dalla gente che mi circonda, vado a zonzo, spessissimo per le vie del mio nuovo paese guardando dappertutto, osservando le case più vecchie, chiedendomi chi ci abitasse una volta e chiedendomi se tornerà mai qualcuno a rivendicarne il possesso…..mi immagino, la gente 40 anni addietro, non più nascosta dietro le imposte , ma davanti ai portoni a ricamare, aspettando il ritorno dei loro “sciabacoti”.
    Purtroppo continuando a camminare incontro solo auto e aria irrespirabile e soprattutto gente che corre sempre, fino allo sfinimento: Tutto questo fino a quando per puro caso sul sito di Peppe ho incontrato te virtualmente. Vorrei dirti grazie, perchè adesso le case che prima erano vuote, all’improvviso tornano ad aprirsi alla mia immaginazione e mi sembra quasi di sentire i profumi della Domenica du zucu chi sardi o da pasta ncaciata e di purpetti, e mi sembra quasi che la piazza si ripopoli ogni sera di tantissimi bambini che giocano a nascondino o con un semplice elastico saltando di qua e di la mentre le spiagge invernali solitamente deserte si popolano di pescatori che urlano e tessono reti, mentre i bambini giocano a ricorsersi sulla spiaggia, sporncandosi di brutto. E adesso torniamo al motivo per cui ti scrivo, ti chiedo a nome di noi “Furcioti doc, (quelli del bicchiere mezzo pieno per intenderci) una testimonianza del tuo vissuto. Una raccolta dei tuoi momenti rilegata e arricchita di vecchie fotografie…. che possano testimoniare il tuo positivo passaggio in questo bellissimo paese sventrato da incomprensioni e costanti liti. Una ventata di aria fresca che solo chi ha un dono come il tuo (quello di riuscire a trasmettere con parole semplici un ideale e un passato storico, molto recente) può racchiudere. Caro amico virtuale, chi ha un dono lo deve sempre mettere a disposizione degli altri….e son sicura che Furci ti omaggerà di encomi e affetto se lo farai

    teresa brancato · 04/12/2010 23:27 · #

  3. Mi dispiace dover contraddire mia cugina Anna, ma la quinta signorina in piedi è Maria Garufi emigrata verso la fine degli anni 50 in Australia. Cordialmente Mariano

    Mariano Spadaro · 28/07/2013 12:51 · #

  4. chissa’ se ricordi chi era quella seduta

    anna · 11/08/2015 15:40 · #

 

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