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MEMORIE

Mary Cannata: dall'Argentina a Furci sulle tracce dei suoi avi

27/09/2011 10:53

Era il 7 gennaio 2010 quando alla redazione di FurciSiculo.Net arrivò via mail il primo contatto della signora Mary Cannata che, dopo aver scovato qualche indizio su internet, chiedeva informazioni sui nonni che nel primo ventennio del novecento vivevano a Furci in una casa in via Madonna delle Grazie al numero civico 34 o 32. Rasidente a Buenos Aires da molti anni, Mary ha ormai perso ogni contatto con il paese d’origine, del quale conserva solo molti racconti provenienti dalla nonna, Concetta Manno, e dal Nonno Salvatore Cannata. Concetta Garufi lavorava in una azienda di prodotti agrumari dell’epoca e pregava in chiesa per il ritorno del marito al fronte durante il conflitto mondiale del 1915-18. La richiesta era quella di avere delle informazioni sulle possibili piantagioni di quell’epoca e se possibile conoscere il luogo dove erano seppelliti, al camposanto di Furci o Santa Teresa di Riva, per cercare di reperire notizie li.
Impresa ardua che purtroppo non siamo riusciti ad assolvere. Storia chiusa e messa in archivio.

Passa un anno e mezzo e pochi giorni fa suona il campanello della redazione di FurciSiculo.Net: con grande sorpresa mi trovo davanti la signora Mary Cannata e il marito Riccardo.
Con grande piacere li invito ad entrare, così finalmente possiamo discutere di presenza della loro inaspettata presenza a Furci alla ricerca delle origini furcesi di Mary. Un amore grande, verso il proprio paese, trasmesso dai genitori e dai nonni che, con i loro racconti accorati e nostalgici, hanno trasmesso a tal punto da spingerla dal Sud America fino in Sicilia, in un piccolo paesino della costa jonica.
Il dialogo è subito cordiale, così insieme priviamo a mettere insieme gli elementi a disposizione con gli esigui risultati della ricerca condotta in loco dalla signora Cannata: al Comune di Furci nessuna informazione è conservata, allora questo era frazione di Santa Teresa di Riva, ma anche dal Municipio di quest’ultimo solo alcuni estratti di nascita dei genitori e dei nonni. Nulla sul bisnonno nato a metà ottocento e morto nel 1920. Li consiglio per quest’ultimo di provare a cercare negli archivi di Savoca, città che esercitò, nei secoli precedenti il ’900, la sua supremazia sui territori della “Marina”.
Veramente affascinante l’alone di mistero che avvolge la figura di Cosimo Manno (o La Manna, come era inteso da alcuni), bis nonno di Mary, proprietario di terreni nell’immediato entroterra di Furci (si riferisce di una contrada detta forse Mastro Luciano), che incuteva rispetto e referenza negli abitanti del luogo. La figlia, Concetta Manno, nel decantare le lodi e nel ribadirne l’importanza, raccontava che Cosimo era ”il proprietario di Roccalumera, Furci e Santa Teresa” e che era in grado con delle “orazioni” di bloccare gli effetti del cattivo tempo.
Tralasciando la suggestione dei racconti orali, si sa di certo che Cosimo possedeva una abitazione in via Madonna Delle Grazie e che alla sua morte, avventuta nel 1920, ripartì le sue proprietà ai figli, tra i quali la nonna della signora Mary, Concetta Manno avuta in seconde nozze con Sebastiana Garufi.
Spinto dalla presunta origine nobile del fu Cosimo, ho cercato negli elenchi delle mastre nobili con il cognome La Manna, come era ricordato dalla nipote, ma non ho trovato nulla. Ricordavo però, a proposito dei principi furcesi, che qualche cognome simile l’avessi già letto. Ed è qui che la storia si incrocia con la famiglia Castelli-Villadicani, i principi Mola, signori di Furci che abitavano il palazzo Bianco. A proposito della cappella della Madonna della Lettera adiacente al palazzo, leggo che il riferimento ad una delle numerose opere di restauro che vi furono apportate, che risale al 1890 e si deve ad una erede di Don Alvaro Villadicani e precisamente la N.D. Checchina Manno che la donò successivamente alla Curia…
Dopo aver condotto questa ricerca, chiedo alla signora Cannata se il cognome della sua ava potesse essere Manno e non La Manna e la signora, in risposta, annuisce sorpresa. La corrispondenza fra la suddetta N.D. Checchina Manno e Concetta La Manna (o Manno) è tutt’altro che dimostrata, ma io le faccio leggere ciò che ho scritto in proposito e quando si fa riferimento ai nobili Villadicani, Mary, tira fuori un documento che sto ancora studiando e che spero possa portare un po’ di luce su questa storia: si tratta di un contratto di vendita rogato in Messina dal Notaio Dionisio Lombardo in data 4 settembre 1919.
Nell’atto risulta la cessione di alcuni terreni e abitazioni, ”siti in Santa teresa di Riva frazione Furci in contrada Sparagonà o via Madonna delle Grazie” di proprietà della Marchesa Maria Teresa Villadicani, figlia di Pietro (Erede di don Alvaro Morto nel terremoto del 1908), moglie di Ferdinando Stagno d’Alcontres (fu Principe Carlo), in favore di alcuni compratori, tra cui risulta il nonno Salvatore Cannata di Giuseppe; in pratica il marito di Concetta Cannata.
Dopo il secondo incontro la signora Mary mi ha comunicato che, prima di partire per l’Argentina l’indomani, di doversi recare a Savoca, dove era riuscita a trovare una referente in grado di estrarre un albero genealogico. Speriamo che la visita agli archivi di Savoca abbia dato buon esito.
Con lei ci risentiremo dopo il suo ritorno. Intanto mi ha lasciato, oltre ad una copia del contratto, delle foto dei genitori, Benito Cannata e Concetta Garufi che pubblico di seguito insieme alle foto del nostro piacevole incontro.
In attesa di ulteriori sviluppi, faccio quindi appello a chiunque avesse informazioni in proposito a quanto su scritto nel comunicarcele prontamente, postando un commento o inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica: peppeallegra@yahoo.it.

GALLERIA FOTO

Da sinistra: foto 1, 1951 Eugenio Caminiti e Benito Cannata – foto 2, Concetta Garufi con amiche – foto 3, 13 luglio 1941 Concettina Garufi.

Giuseppe Allegra

Furcesi d'America, slide-apertura

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