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MEMORIE

Personaggi: Emanuele Saitta

27/01/2015 12:14

SEZIONE: TRACCE DAL PASSATO > Personaggi

Le notizie sullo studioso e dotto furcese Emanuele Saitta ci arrivano dal manoscritto di Padre Gianpietro, ancora inedito, dal titolo Raccolta di notizie sulla religione cattolica e su altri avvenimenti in Santa Teresa di Riva e dintorni, nel quale gli viene dedicata una nota dalla quale è stato possibile ricavare dati sufficienti per un brevissimo profilo. All’epoca della stesura di questa nota, nel 1936, Emanuele Saitta era ancora in vita.
Insegnò per molti anni alla scuola elementare di Furci, cercando di trasmettere ai suoi scolari l’interesse per le materie scientifiche difendendo, contemporaneamente, la Fede cattolica dal proliferare delle teorie “darwinistiche” allora molto in voga.
Oltre alla professione dell’insegnamento fu autore di molti libri tra i quali, padre Giampietro, ricorda in particolar modo uno scritto in cui «raggruppa insieme un po’ di storia della rivoluzione francese, un po’ di fisica e altre lezioni scientifiche»*, un dizionario sui pesci dei mari di Sicilia e il volumetto storico su Santa Teresa.

L’opera di maggior impegno fu il “Vocabolario Siciliano-Italiano e Italiano-Siciliano” dal titolo Pesci e molluschi dei mari di Sicilia, stampato a Messina, nel 1902, dalla tipografia del Progresso di L. De Giorgio. Il fine di quest’opera è chiarita dall’autore nella nota introduttiva dove si legge «… sono frequentissime le occasioni che ci fanno sentire il bisogno di conoscere la voce italiana dei pesci più comuni che abitano i nostri mari; e come una conversazione o un viaggio per la penisola possono metterci in un imbarazzo talvolta umiliante, così la lettura d’un libro può celare agli occhi nostri il pregio il pregio di tante bellezze, ove vi si pari d’innanzi un nome sconosciuto che adombri o celi l’identità della specie corrispondente».
Non si tratta quindi un trattato scientifico ma di un’opera concepita per arrivare al vasto pubblico, per dare un senso ad alcune parole e definizioni in uso comune ai pescatori furcesi.

L'edizione a cura di Giuseppe Cavarra del volumetto di E. Saitta e S. Raccuglia dal titolo Santa TeresaEmanuele Saitta fu scelto dal direttore-editore Salvatore Raccuglia per la redazione della monografia su Santa Teresa, data alle stampe nel 1902 a Ragusa presso la tipografia Destefano, per la quali mise a disposizione le sue competenze, le conoscenze dirette del territorio e materiale bibliografico di prima mano. Ne scaturì un’opera scrupolosa e discorsiva, senza “eccessi di erudizione”, nella quale la vita del grande mondo pulsa nella piccola realtà del borgo restituendoci le opinioni, la mentalità, le fedi, i pregiudizi di un popolo con un retaggio culturale che fatica nel dotarsi di strutture moderne ed efficienti.

APPENDICE
Alcune descrizioni tratte dal vocabolario Pesci e molluschi dei mari di Sicilia

U Cicireddu (Ammodytes siculus, Swain)
Pescitello comunissimo nei nostri mari di Sicilia, raro e sconosciuto man mano che ce ne scostiamo. Come tutti gli Ofilidi, della cui famiglia fa parte, ha il corpo anguiforme, ma minuto, piccolo e senza squame; la testa conica; il muso a rostro acuminato; la bocca media; la mscella inferiore sporgente; gli occhi prossimi all’angoloboccale. Non ha altre pinne che le pettorali presso le branchie e la codale un po’ forcuta; il dorso è color ruggine, tutto intersecato di linee scure; il ventre perlaceo; i fianchi listati nella lunghezza da una fascia d’azzurro lucente; giunge a 18 cm ed ha carne pregiata in autunno che divien grasso più che mai… …chiamato Ammonite nel linguaggio classico, Cicirello pel volgare italiano; nome ormai riconosciuto di buona lega dagli stessi ittiologi, messo già in voga da vari autori e registrato financo nella Enciclopedia Hoepli del Garollo.

U Pescispada (Xiphias gladius, Lin)
Il più nobile fra i Sifilidi, la cui ricca pescagione può dirsi un privilegio esclusivo del mare di Messina. Ha il corpo fusiforme e rivestito di pelle finemente zigrinata; la testa grossa e lunga; la bocca grande e colla mascella superiore protesa in un rostro spadiforme, lungo poco meno della metà del corpo; la mascella inferiore poco lunga e appuntita; gli occhi prominenti; la codale forcuta. E’ colorato di grigio, scuro di sopra, argentino di sotto; vien lungo poco più di 2 metri, al massimo 2,50 e la sua carne passa fra le più pregiate in tempo di primavera. Ha un sol nome dappertutto, Pescespada, ma gli ittiologi lo chiamano anche Sapdone, Glave, Sifo.

Medusa detta Bromu (Pelagia noctiluca, Lamark)
I nostri pescatori chiamano generalmente così quelle specie di celenterati che van compresi nella famiglia delle Medusarie, come l’Aurelia Aurita e la Pelagia noctiluca del Lamark, la Rhizostoma Cuvieri e la Rhizostoma Aldovrandi del Pèron. Ce ne sono minuscoli di pochi grammi e colossali di parecchi quintali; alcuni di corpo emisferico, altri vescicolare, tutti però composti di sostanza gelatinosa, dall’aspetto vitreo, quasi diafani, incolori e cerulescenti, senza parti dure e forniti di tentacoli, più o meno numerosi che ricordano i capelli della mitologica Gorgonie. Nuotano, spesso a fior d’acqua, mercè una serie alternata di contrazioni e dilatazioni, e a vederli sembran campane o ombrelli galleggianti; taluni arieggiano a funghi trasparenti, col piè diviso in lobi sinuosi e ciol cappello orlato d’appendici filiformi che torno torno vengon giù penzolando come ramicelli di Salice piangente. Al buio, splendono di luce fosforescente; toccate producono un pizzicore ardente come d’ortica; fuori dell’acqua, si dissolvono e scemano di volume e di peso. Gli antichi naturalisti chiamarono questi zoofiti col nome generico di Medusa o Polmone marino, i moderni vi aggiunsero Campana, Ombrella, Vescica di mare, Fungo marino.

BIBLIOGRAFIA: “Santa Teresa” di E. Saitta e S. Raccuglia – Edizione a cura di Giuseppe Cavarra – Luglio 2007 – Antonello Da Messina Edizioni

Articolo del 4 novembre 2008

Giuseppe Allegra

Personaggi, slide-apertura

Commenta

  1. Caro Giuseppe, perchè non ristampare il suddetto libro del Saitta dedicato ai pesci della nostra Riviera? Magari arricchendolo con foto e altro…

    Salvatore Coglitore · 17/11/2011 18:13 · #

  2. Magari! Lei è in possesso di una copia del libro? Io ho solo preso spunto dal paragrafo del libretto su Santa Teresa.
    Ma se si potesse trovare sarebbe interessante.

    Giuseppe Allegra · 17/11/2011 23:12 · #

  3. Si, in qualche parte del mio archivio ne ho una fotocopia. Già lo scorso anno, assieme al dott. Saro Sergi dell’ ENALPESCA, pensavamo di realizzare una riedizione aggiornata del libro. Ti farò sapere.

    Salvatore Coglitore · 18/11/2011 09:05 · #

 

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