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Personaggi: Salvatore (Turi) Maccarrone

13/02/2014 16:00

Di solito riconosciamo quali grandi protagonisti della cultura coloro che, nei secoli scorsi, ci hanno lasciato opere dell’ingegno e dell’arte di particolare rilevanza. Raramente ci accorgiamo che qualche grande artista vive nel nostro paese, abita alla porta accanto ed è talmente riservato da non mettersi mai in mostra, aspettando che altri si accorgano del suo valore. Così è avvenuto per Salvatore (Turi) Maccarrone, classe 1896 abitante a Furci Siculo nella storica dimora da cui prende il nome Via Castello .
Artista infaticabile e di insuperabile maestria per tutto il ‘900 e fino alla sua morte, avvenuta nel 1980, ha speso il suo genio e la sua opera per creare, rinnovare e rinnovare i più bei monumenti dell’arte sacra della Sicilia orientale. Solo per citare le opere maggiori, basti ricordare le grandiose chiese che adornano Messina: il monumentale complesso dell’Ignatianum, la prestigiosa chiesa di Santa Chiara, la centralissima chiesa di San Giuseppe e quella altrettanto importante dedicata alla Madonna della Mercede.
E non solo, tutta la riviera jonica messinese reca l’impronta dell’arte di Salvatore Maccarrone: la chiesa della Madonna delle Grazie ad Itala superiore e la splendida cappella di Maria Ausiliatrice ad Alì Terme, le tre chiese principali di Roccalumera dedicate rispettivamente alla Madonna della Catena, a Sant’Antonio e alla Madonna del Carmelo, le due chiese della Madonna del Carmelo e della Sacra Famiglia a Santa Teresa di Riva, e ancora le innumerevoli e riconoscibili cappelle cimiteriali, autentiche opere d’arte in linea con la più antica e apprezzata tradizione del monumento furcese.
Ma l’opera di Maccarrone è stata richiesta anche altrove quando si è trattato, dopo la seconda guerra mondiale, quando si è trattato di restaurare gli stucchi policromi realizzati nel ‘700 dal celebre Giacomo Serpotta per una delle Chiese più belle del mondo, la Casa Professa di Palermo.
Molto ci sarebbe da dire su ognuna delle opere a cui abbiamo accennato e per questo chiediamo la collaborazione di esperti per dare un contributo concreto alla conoscenza dell’arte nel nostro territorio. Ma quando il territorio diventa “Furci” ecco che le parole non bastano o comunque non servono per definire il fascino di una delle opere più importanti realizzate da Turi Maccarrone: l’edicola della Madonna del Buon Viaggio, ineguagliabile sintesi di arte e devozione popolare, immagine unica e distintiva del vivere a Furci, punto di riferimento storico fin dal 1959.
Ma soprattutto a questo artista si devono l’ideazione e la realizzazione del monumento per eccellenza della nostra città: la meravigliosa Chiesa parrocchiale intitolala a Maria SS. del Rosario , costruita già nel 1931 e ampliata nel 1961, sotto l’egida sapiente del sac. Don Francesco Donsì. Nella sua opera Turi Maccarrone si avvalso anche della indispensabile opera del fratello Giovanni, altrettanto valente artista, e dei figli Angelo e Pippo.
L’ultimo grande plauso che il mondo della Chiesa e delle Istituzioni dell’intera Provincia di Messina ha tributato alla famiglia Maccarrone è stato, nel 2011, proprio per il restauro della preziosa cappella dedicata alla Vergine , che per volontà del parroco , mons. Giacinto Tavilla, dopo cinquant’anni è tornata al primitivo splendore.
E questo è motivo di orgoglio per l’intera comunità di Furci che può annoverare fra i suoi cittadini più illustri un artista di straordinaria valenza, soprattutto per l’impronta inequivocabile che ha saputo lasciare: laddove la competenza è la sola via per tenere insieme solidità e sicurezza in una trina di eleganza, laddove la gente è abituata a vivere la propria religiosità dentro una cornice d’arte senza tempo, allora non c’è dubbio: là si è posata la mano di Turi Maccarrone.

La nipote
Ninuccia Foti

GALLERIA FOTO


Bozza inedita dell'Edicola del Buon Viaggio di Furci Siculo

Giuseppe Allegra

Personaggi, slide-apertura

Commenta

  1. Grazie Giuseppe per l’articolo di mio nonno Salvatore, questo articolo mi ha riportato al passato quando vivevo nel Castello insieme a mio padre. Mi ricordo quando mio papà mi parlava sempre del nonno mentre lo vedevo lavorare. Bellissimi ricordi. Un saluto da Barcellona.

    Alexandro · 14/02/2014 14:17 · #

 

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